FORLANINI-TALIEDO


Borgo Monlue

Territorio periferico di Milano, delimitato fra le attuali vie Mecenate, Bonfadini e Salomone, ricco di storia e testimonianze culturali.

La periferia est di Milano nei primi anni del XX secolo non era molto diversa dalle altre periferie: una serie di cascine (Monluè, Taliedo, Colombè, Merezzate) distribuite più o meno nelle prossimità di un fiume, il Lambro, e piccoli borghi e comuni i cui nomi si sono per la maggior parte persi negli anni, salvo qualcuno che – per motivi legati a qualche evento particolare – sono sopravvissuti fino a i giorni nostri.

Ricordiamoci che l’aeroporto di Linate è fuori Milano, e la città nel 1937 (anno di inaugurazione dell’aeroporto Enrico Forlanini) era però già dotata di un aeroporto interno alla città, ora sparito, ma di cui si possono vedere delle tracce, come scopriremo fra poco.

Una delle cause di sparizione di alcuni nomi di luoghi è stata l’aggregazione dei piccoli centri a comuni di più grandi dimensioni come avvenne per Taliedo che divenne parte integrante di Milano o per Zelo Foramagno che fu inglobato da Peschiera Borromeo.

Taliedo deve il suo nome all’omonima cascina compresa nell’area delimitata dalle attuali vie Mecenate, via Salomone e la via Bonfadini; quest’ultima è una via particolare, non solo per il percorso un po’ tortuoso ma anche perché pochi conoscono alcune stranezze del suo tracciato. Prendiamo ad esempio il suo punto di partenza. Quanti (senza barare…) sanno che inizia in piazzale Cuoco?

Dove? Ma in mezzo al Parco Alessandrini, ovviamente, inclinata di 45° tra viale Puglie (quello con il cavalcavia sulla ferrovia) e via Monte Cimone, la strada che porta al nuovo Ortomercato (nuovo solo per distinguerlo da quello vecchio di corso XXII marzo, ovviamente).

E prima di incrontrare via Salomone (e quindi entrare in Taliedo), la nostra via Romualdo Bonfadini deve “scavalcare” per ben due volte la ferrovia… in effetti si tratta di un’area che necessita di pesanti interventi di riqualificazione sia in termini di traffico (una volta c’erano dei passaggi a livello che ora non ci sono più) che in termini di “sicurezza e ambiente”.

Va precisato che la via Bonfadini un tempo aveva molta più “importanza” di oggi, in quanto era l’antica strada principale per Paullo.

Torniamo a Taliedo. Taliedo “sinonimo” di Giovanni Battista Caproni. Un nome che ancora oggi “gira” fra tutti quelli che quotidianamente lavorano in zona Mecenate, Fantoli, Quintiliano; un’area ricca di uffici molti dei quali occupano anche l’area del vecchio aeroporto… ma del Primo Conte di Taliedo non tutti conoscono – almeno per sommi capi – la storia.

Gianni Caproni, trentino di origine, era un ingegnere (aeronautico, ovviamente) con una vera passione per il volo e successivamente sviluppò anche un buon intuito per gli affari portando la sua azienda a essere tra le più importanti, con oltre 20 consociate e decine di migliaia di dipendenti (circa 50.000 in totale). Ma la fine della guerra e alcuni coinvolgimenti politici – che oltremodo pare fossero del tutto infondati – costrinsero la proprietà a chiuderela società nel 1950.

L’aeroporto sorgeva nell’area tra le vie Mecenate e Salomone, dove ora ci sono tutti quei capannoni che altro non erano che le Officine Caproni, dove venivano costruiti i primi aerei, utilizzati anche durante la prima guerra mondiale.

Il primo tram che operava sulla linea 35, con il caratteristico anello di ritorno; il capolinea era già stato spostato da piazza Ovidio all’angolo di via Fantoli. Per un approfondimento su Taliedo e le Officine Caproni invito a leggere l’ottimo articolo presente sul sito Storia di Milano (sito da tempo inserito nella nostra lista dei link preferiti) alla pagina Taliedo, aerodromo d’Italia.

Segnaliamo anche il link relativo al Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni.

Già all’inizio degli anni ’30 l’aeroporto di Taliedo mostrava i suoi limiti, per cui fu necessario trovare una soluzione diversa. Fu così che nel 1932 si decise di realizzare il nuovo aeroporto sul territorio di Linate al Lambro “sacrificando” ancora una volta cascine e terreni agricoli: la piccola porzione residua del comune di Linate venne aggregata al comune di Peschiera Borromeo nel 1933. L’aeroporto intitolato a Enrico Forlanini venne completato nel 1937.

La posizione scelta per il nuovo aeroporto era ritenuta anche strategica per la vicinanza dell’idroscalo, chiamato così proprio perché la sua funzione avrebbe dovuto essere quello di pista di decollo e atterraggio degli idrovolanti.

Con il “senno di poi” ovviamente qualsiasi soluzione poteva essere migliorabile, ma spesso non viene considerato il momento in cui la scelta, la decisione, la soluzione viene attuata.

L’areoporto di Linate oggi è sicuramente sottoutilizzato rispetto al potenziale che avrebbe, ma a prescindere dalle considerazioni logistico-struttural-organizzative il vero peccato èaver visto sparire delle aree storiche come è avvenuto per molte cascine, e sebbene qualcuna sia rimasta (cito ancora Monluè che andrebbe visitata) si sono trovate “soffocate” tra la tangenziale e l’aeroporto…
Contenuti tratti da 'Vecchia Milano' vecchiamilano.wordpress.com

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